IL VIAGGIO DEL PAPA IN ANGOLA
E risplenda il sole primaverile sul tessuto sociale della speranzosa Angola
Domani 17 Marzo 2009, Benedetto XVI inizierà il suo primo viaggio pastorale nelle terre africane. L’intero continente stà vivendo la magnifica sensazione di attesa per l’iminente visita pastorale del Santo Padre, in quella che viene spesso ritenuta, perchè in effetti lo è, una terra martoriata, ma simbolo della speranza di giorni migliori.
Non si tratta del primo viaggio pontificio in Angola, ho ancora nella mente il ricordo della precedente visita pastorale di Giovanni Paolo II nel lontano 1992, a quei tempi ero in Seminario a Luanda per seguire dei corsi di Filosofia, e per grazia di Dio sono stato scelto per fare il chierichetto alla Santa Messa della Pontefice, davanti ad una folla di 3 milioni di luandensi accorsi li per quell’indimenticabile evento.
Il contatto diretto con Giovanni Paolo II, che ho avuto prima della celebrazione per i saluti e poi nella comunione, mi ha cambiato profondamente. Quando ti trovi davanti l’uomo portatore di speranza, perchè in lui stesso c’era speranza, non puoi che sperare ed avere fiducia. Sperare in giorni migliori, sperare nel cambiamento, sperare nella trasformazione della realtà, sperare in sè stessi e nel prossimo.
Ora il bacio della speranza si ripropone in tutto il suo splendore, con Benedetto XVI.
Questo viaggio in Africa, ed in particolare in Angola, darà ulteriore visibilità al mio Paese, che sette anni dopo avere conquistato la pace, cerca finalmente di alzare lo sguardo dalla polvere e fissare il futuro con più fiducia e sicurezza.
Credetemi, la guerra, quel mostro che tutto distrugge, fagocitando orizzonti, speranze, perspettive, desideri, ambizioni e che non si stanca mai di dissetarsi di sangue, porta alla perdita del significato profondo dell’essere umano.
Ma seduti sulla riva della fiducia, avendo a mente la magnifcicenza e l’essenza del nostro popolo angolano, con la forza e la fiducia che ci trasmette il pontefice, potremo ricomporre frammenti del suo essere, per lunghi anni lanciati nel vuoto e seppelliti nella negazione.
Ora che l’Angola stà spiccando il volo verso la sua stessa affermazione, ora che la stabilità ha piantato le proprie tende nel cuore profondo del Paese, ora che le Istituzioni hanno raggiunto l’equilibrio con le elezioni politiche dell’anno scorso, ed in vista delle presidenziali di quest’anno, ora che il Paese è sulla ribalta internazionale, forte delle sue immense risorse minerarie, ora che il sole risplende mai come in questo momento sulle speranze degli Angolani, la visita del Papa non farà che accrescere tutto questo, perchè il suo messaggio è di speranza, amore e carità.
Buon viaggio Santo Padre e che Dio benedica il mondo, l’Africa e l’Angola!
Alvaro Santo
mercoledì 18 marzo 2009
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